Profilo Fb

Visualizzazione post con etichetta Berlusconi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Berlusconi. Mostra tutti i post

venerdì 15 aprile 2011

Principi di democrazia 1: la democrazia si difende con la democrazia

So bene che in ognuno di noi, stanchi di berlusconismo, alberga il desiderio neppure troppo nascosto d'esser liberati dall'intervento di una qualche Autorità Superiore, purché buona, da questo orrendo Potere Cattivo che ci ammorba. Ogni desiderio, sinchè resta tale, è legittimo, dunque possiamo cazzeggiare sin che ci pare di Presidenti salvifici, Alleanze internazionali benevole o, perchè no? di Alieni ultraevoluti che si decidano a liberarci dal Male, purchè tutte queste fantasie non si trasformino in Volontà. Confondere desideri e volontà è un infantilismo sul piano personale e la via maestra per la degenerazione del potere sul piano politico. Dunque, desideriamo quel cavolo che ci pare, parliamone e scherziamoci sopra liberamente, difendiamo questo diritto inalienabile da tutti i parrucconi e i lacchè pronti a difendere la libertà di opinione solo se espressa educatamente, ma diciamo a gran voce che è uno scherzo.

Se dobbiamo fare sul serio, e se non ora quando, allora dobbiamo affermare con voce netta il principio numero uno di ogni democrazia: la democrazia si difende con la democrazia. Questo è un vincolo e non si può in nessun caso violare, pena il rischio di perdere proprio ciò che stiamo difendendo. Ne ero convinto durante gli "anni di piombo", ho manifestato sulla base di questo stesso principio contro la guerra in Irak, e ne sono convinto tutt'ora.

Ma...

La democrazia si difende con il voto. Certamente. Con ogni tipo di voto, però. Compreso quello nelle assemblee di condominio. Perchè ogni voto, per definizione, è politico, nel senso che con il nostro voto, in ogni sede, esprimiamo una posizione attorno a qualcosa che ha a che fare con delle scelte che riguardano tutti quelli che hanno diritto di votare e anche quelli che non ne hanno. Con il voto, ogni tipo di voto, ci assumiamo una responsabilità sulle scelte che riguardano le cose comuni.

Quindi difendere la democrazia con il voto significa assegnare valore a ogni tipo di consultazione pubblica che non sia un sondaggio. Da questo punto di vista chi non ha voluto l'election day per amministrative e referendum non ha semplicemente sprecato soldi, come si va dicendo: ha compiuto una scelta antidemocratica.

E...

La democrazia non è solo elezioni. E' prima di tutto libertà di espressione dei singoli individui. Dunque difendere la democrazia vuol dire manifestare pubblicamente in ogni luogo e chiunque sia il soggetto che indice le manifestazioni. Nei limiti della legalità, non esistono manifestazioni buone e manifestazioni cattive. Io ho il pieno diritto di mettermi un cartello al collo e girare per la città sin quando mi pare. In milioni o in quattro gatti, la manifestazione pubblica è diritto inalienabile. Chi va dicendo che "la piazza" è sbagliata formula un giudizio profondamente autoritario e antidemocratico.

E...

Se il diritto di esprimere pubblicamente la propria opinione è un diritto inalienabile, vuol dire anche che una democrazia deve garantirlo nel modo più ampio possibile. Dunque una democrazia, per difendersi, deve fornire più mezzi a chi ne ha di meno per esprimere le proprie opinioni. Chiunque difenda il diritto di dire la propria indipendentemente dai mezzi che si hanno per farlo, permette a chi ha più mezzi di mettere a tacere chi ne ha di meno, compiendo un atto profondamente antidemocratico.

E...

Democrazia non è solo fare i conti per vedere chi ha la maggioranza. Democrazia è soprattutto rispetto delle minoranze. Chiunque insista nel sostenere che una volta accordata la maggioranza a qualcuno, questo qualcuno ha diritto di governare senza essere disturbato da chi, pur in minoranza, esprime la propria opposizione, è fuori da ogni principio democratico. E le minoranze (elettorali) hanno il dovere di difendersi dalle maggioranze (elettorali). Non il semplice "diritto": il dovere. Perchè una minoranza, difendendo se stessa, difende la democrazia.

E...

Il diritto di esprimere le proprie opinioni non significa soltanto cliccare il pulsante "mi piace" attorno a ogni possibile questione. La democrazia, per difendersi, ha bisogno anche di un pulsante "non ci sto". Si chiama "disobbedienza civile" e chiunque sostenga che una volta approvato qualcosa, tutti vi si devono assoggettare senza eccezione alcuna, prepara la strada al totalitarismo.

Il sistema di potere di Berlusconi:

a) è contro ogni manifestazione di piazza che non siano le adunate oceaniche per Berlusconi
b) boicotta i referendum che potrebbero mettere in discussione le sue scelte
c) domina ogni spazio di espressione delle opinioni invadendole con le opinioni di Berlusconi e della sua cricca
d) dialoga con la minoranza solo se è d'accordo con quello che dice la sua maggioranza,
e) demonizza ogni forma di disobbedienza civile, che per definizione è pubblica, rafforzando e sostenendo ogni forma di trasgressione privata e anonima.

Dunque il sistema di potere di Berlusconi è profondamente antidemocratico e come tale dobbiamo combatterlo.

Con la democrazia, naturalmente. Ma con TUTTA la democrazia.

Igor Salomone




sabato 13 marzo 2010

Signor Presidente, può star fermo un attimo?

Signor Presidente, abbia pazienza ma così non va! Sono mesi che partecipo a manifestazioni indette per protestare contro fattacci che La riguardano che risultano già superati, al momento della manifestazione, da fattacci nuovi e peggiori. Non si fa così, dai.


Forse Lei non lo sa, anzi sicuramente no perchè non è certamente avvezzo a esperienze di questo genere, ma le manifestazioni di protesta costano, sono faticose da organizzare, i temi devono essere concordati tra chi le convoca e spesso sono il risultato di equilibri difficili. Lei non può continuamente minacciare tutto questo lavoro, facendole invecchiare appena nate!


Insomma, ormai siamo alle iniziative just in time. Una volta ci volevano mesi prima di arrivare in piazza, infatti il Pd ci arriva ora ma la manifestazione aveva iniziato a pensarla all’indomani della suo terzo insediamento a Palazzo Chigi. Cosa vuole, le grandi organizzazioni hanno i loro tempi. Il Popolo Viola alla fine è nato per stare sul pezzo, come si dice. Ma Lei è sempre oltre.


Finirà che dovremo inventarci le manifestazioni in bianco, come gli assegni. Ne firmiamo una con una data e una piazza a caso, magari scelte consultando il meteo, il calendario delle festività, quello dei vari campionati di calcio e l’oroscopo, senza sapere “contro” cosa la faremo. Poi, nel giorno previsto, compriamo I giornali e decidiamo...


Non so quando ci farà l’immenso piacere collettivo di togliersi dai piedi, signor Presidente, ma una cosa è certa: la nostra creatività democratica sarà splendidamente maturata. Grazie a Lei.




venerdì 12 marzo 2010

L'arroganza al potere

Ecco, dico, bastava che parcheggiassi mezzo metro più in là. Di spazio ne avevi. E se parcheggiavi mezzo metro più in là, io facevo molta meno fatica a entrare. Ma non l'hai fatto. Ci voleva ti chiedessi se lasciare l'auto in quel modo avrebbe intralciato qualche tuo simile. Non te lo sei chiesto, evidentemente. Confesso sia l'odio sia il pregiudizio, ho pensato immediatamente che dovevi essere un berlusconiano. Che ormai sembra di essere nella saga di Star Trek. Avete presente i Berlusconiani? quelli in doppio petto e dentatura epifanica? Lo so, stereotipi, colpa certamente del mio passato comunista.

Dopotutto, accidenti quanti dopotutto mi sentirò dire, quelli che parcheggiano come gli pare fottendosene del fatto che anche gli altri devono entrare e uscire dai parcheggi, ci sono sempre stati. Probabilmente i primi furono Benz e il suo compare, quelli che hanno messo insieme la prima automobile con il motore a scoppio. Figuriamoci. Che centra Berlusconi? E' uno stramaledetto vizio quello di attribuire a quell'uomo tutti i mali del nostro Paese.

Giusto, giusto. Meglio non dimenticarsi mai che il peggio di questa nostra società ha sempre avuto grande spazio, dai vertici del potere giù giù sino all'ultimo automobilista tronfio e arrogante. Che centra Berlusconi, scusa? Centra che da quando c'è lui, il bastardo automobilista tronfio e arrogante, è anche convinto di avere ragione e lo dichiara pubblicamente. Ecco cosa è cambiato. Difendersi da prepotenti ed egoisti è già difficile, ma se qualcuno li convince di essere dalla parte della ragione, anzi della Libertà, anzi, dell'Amore, allora il gioco si fa veramente duro.

E sì, lo confesso nuovamente: sono prevenuto. E me ne vanto.